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Brindisi

Brindisi

Brindisi inizia dal centro storico ancora in parte confinato all'interno delle mura aragonesi, risalenti alla metà del XV secolo, modificati da Carlo V, che vi aggiunse dei Bastioni (torrioni strategici).

Tra questi il Bastione San Giacomo, oggi restaurato, viene utilizzato per mostre e manifestazioni culturali, come anche il bastione attiguo a Porta Mesagne.

Notevole e caratteristica è Porta Lecce anche lei sormontata e fiancheggiata da fortilizi e possenti bastioni.

Da vedere sono anche il Bastione di Levante ed il Torrione Inferno.

Detto anche "Castello Grande" o "Castello di terra", voluto nel 1227 da Federico II, come residenza fortificata, è così definito per distinguerlo dall'altra fortezza posta a difesa del porto di Brindisi.

Questo Castello Svevo, costruito con materiali derivanti dalle vecchie mura e dai monumenti cittadini in rovina, serviva come difesa dalle ostilità dei brindisini rimasti fedele ai Normanni e che mal sopportavano gli Svevi, contro i quali frequentemente si ribellarono.

Abbandonato dagli Spagnoli, il castello venne trasformato in penitenziario da Gioacchino Murat nel 1813 e, dal 1909, è utilizzato dalla Marina Militare.

Le Colonne sono da sempre il simbolo della città di Brindisi.
 
Conosciute, forse erroneamente, come simbolo del termine dell'antica via Appia, rappresentavano in realtà un riferimento portuale per i naviganti dell'epoca, erano decorate con foglie di acanto e dodici figure a mezzo busto, Giove, Nettuno, Giunone, Intride e otto Tritoni agli angoli.

Delle due colonne gemelle originarie, realizzate dopo la metà del II secolo, con un marmo proveniente dalla Turchia, solo una è integra ed è costituita da otto rocchi, per un'altezza complessiva di di 18,74 metri ed è sormontata da un capitello, simile ad uno ritrovato presso le Terme di Caracalla a Roma.

Sul basamento della colonna superstite, anch'esso in marmo bianco, è impressa un’iscrizione latina di età altomedioevale in cui si ricorda la ricostruzione di Brindisi del IX secolo per opera del bizantino Lupo Protospata.

Dell'altra colonna, caduta nel 1528, è visibile la sola base e uno dei rocchi.