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Cuneo

Cuneo

Cuneo è una città molto elegante. Essa è sita nel promontorio fra il torrente Gesso e la Stura di Demonte. Cuneo gode del panorama del Monviso e a sud - ovest si estendono le alpi marittime con le loro creste aguzze. A Cuneo, in piazza Galimberti si svolge il mercato.
E' anche il luogo dove si svolge il festival musicale di giugno il tour de France di luglio, la fiera nazionale del Marrone in autunno e la regionale fiera del Formaggio ad inizio novembre.
Cuneo è famosa anche per i cioccolattini al rum. In questa città sorgono anche splendide chiese. La più famosa è quella sconsacrata di San Francesco che oggi ospita il museo civico di Cuneo.

L’itinerario classico parte da Piazza Torino, punta del cuneo  dove inizia via Roma, strada principale del centro storico. Sul lato sinistro, prima che comincino i portici di epoca medioevale, si trovano la Prefettura, il Vescovado e Sant’Ambrogio, piccolo gioiello barocco dedicato al patrono dei milanesi accorsi in aiuto del libero Comune di Cuneo; i lavori della terza chiesa di Sant’Ambrogio iniziarono nel 1703, su progetto dell’architetto Francesco Gallo, e la facciata fu completata nel 1880.

Sul lato destro, il Municipio è un ex convento dei Gesuiti del XVII secolo. Nel cortile, vi è la riproduzione in rame dell’automobile modello Ceirano 1903, opera di B. Ferrero. I cuneesi fratelli Giovanni Battista, Giovanni e Matteo Ceirano furono tra i pionieri dell’automobilismo, creando a Torino, dal 1895 al 1919, ben dieci fabbriche di automobili. Lungo le pareti dello “scalone d’onore” vi sono diverse lapidi tra cui la lapide del 1952 con le parole di Piero Calamandrei sul valore perenne della Resistenza. Al termine dello scalone si apre, a  sinistra, il salone d’onore del Municipio: alle pareti spicca il dipinto che ritrae il Re Vittorio Emanuele II alla battaglia di Santa Lucia (1859); di fronte vi è l’antico affresco staccato dal Palazzo della torre che rappresenta Cuneo tra il Gesso e la Stura. Il soffitto  fu affrescato da Borgocaratti, con il re Carlo Alberto che concede lo Statuto del 1848.

Di fronte, è il Palazzo della Torre, sede del Comune fino al 1775  e sormontato dalla Torre Civica: la sua origine risale alla pace del 1317 tra Cuneo e Mondovì. Sulla parete esterna della Torre vi è la riproduzione dell’affresco e dell’iscrizione in latino del 1824 scritta a lode della Città di Cuneo.

Proseguendo per Via Santa Maria si raggiunge piazza Virginio dove sorge il complesso monumentale della ex chiesa e convento di San Francesco. La chiesa è utilizzata per mostre mentre il chiostro e il convento, appartenuti ai francescani, sono diventati la sede del Museo Civico che contiene numerosi reperti sulla storia, l’arte e la cultura di Cuneo e del suo territorio. Dal portale di  San Francesco si procede in via Santa Croce  e si arriva alla chiesa di Santa Croce, un magnifico esempio di architettura barocca piemontese fatta costruire dall’omonima Confraternita negli anni 1710/12 su progetto dell’architetto Francesco Gallo.

Rientrati in via Roma, possiamo percorrere Contrada Mondovì, zona pedonale con diversi negozi di antiquariato e di prodotti artigianali, che conserva alcune case antiche con tratti di origine medioevale. Al n.18 si affaccia la Sinagoga costruita nel 1884 e pochi metri più avanti vi è la chiesa di San Sebastiano fondata nel 1320. L’attuale facciata fu terminata nel 1844 mentre, nel 1897, venne costruito il campanile slanciato come un pinnacolo gotico. 

Da Contrada Mondovì raggiungiamo via Cacciatori delle Alpi dove possiamo ammirare l’elegante facciata della ex chiesa di Santa Chiara che all’interno ha numerosi affreschi e stucchi di gusto barocco; ora viene utilizzata come sala espositiva e auditorium. A fianco della chiesa, una lapide ricorda la visita compiuta da Giuseppe Garibaldi il 7 arile 1859, per ispezionare il primo contingente dei Cacciatori delle Alpi che erano alloggiati proprio nell’ex convento delle clarisse. Al n. 9, troviamo il Palazzo Audiffredi, un edificio in cotto di fine seicento fatto costruire dal conte Alessandro Mellano di Fiano e Monasterolo, ora sede della Biblioteca Civica.

Ritornati in Via Roma, al n. 62 vi è la chiesa cattedrale  intitolata a Santa Maria del Bosco. Già prima della fondazione della città esisteva una chiesetta che, nel corso dei secoli, fu più volte restaurata e riedificata. Le forme attuali del Duomo derivano dalla ricostruzione degli anni 1657/60 mentre il campanile è del 1665; l’attuale imponente facciata sotto i portici con quattro colonne corinzie fu eseguita nel 1865. La chiesa contiene molte opere d’arte e il Tesoro della Diocesi esposto in alcune cappelle. 

Al termine di via Roma si accede in piazza Duccio Galimberti, il salotto di Cuneo, con una superficie di quasi 24.000 metri quadrati che ogni martedì si trasforma, grazie al rinomato mercato che attira gente non solo da tutto il territorio circostante ma anche dalla Liguria e dalla vicina Francia. E’ circondata da dieci palazzi porticati, collegati da terrazzi a gruppi di cinque. Il 21 maggio 1945 fu intitolata all’Eroe Nazionale della Resistenza italiana, Tancredi (Duccio) Galimberti, nato a Cuneo nel 1906 e ucciso dai fascisti il 3 dicembre 1944. Al n. 6 troviamo il Museo e la Biblioteca della famiglia Galimberti. All’esterno dei portici, una lapide riporta una citazione del famoso discorso che Duccio Galimberti pronunciò il 26 luglio 1943 dalla terrazza della sua abitazione.

Voltando a destra, in via Mazzini giungiamo al grande edificio quadrilatero della caserma "Cesare Battisti" costruita negli anni 1885/87. In corso Soleri, sul muro esterno della caserma, una targa in bronzo, ricorda il 4° Reggimento Artiglieria Alpina che faceva parte della divisione Alpina “Cuneense”.

In fondo a corso Soleri, l’imponente viadotto sul fiume Stura è una delle opere caratteristiche di Cuneo. I lavori iniziarono nel 1921 ma terminarono solo nel 1933 per la parte stradale e nel 1937 per la sezione ferroviaria. I pilastri delle 34 arcate, ciascuna di 25 metri di luce, hanno un’altezza massima di 47 metri dal greto del fiume. Il 28 aprile 1945, i tedeschi in fuga fecero crollare tre arcate; la ricostruzione fu ultimata nel gennaio 1948 quando l’intera opera fu intitolata a Marcello Soleri. 

Ritornando in piazza Galimberti, troviamo al centro il monumento a Giuseppe Barbaroux, importante uomo politico del Regno di Sardegna. “Cuneo Nuova” inizia da Corso Nizza, con portici larghi cinque metri e alti sette. Gli attuali eleganti palazzi, tra cui il palazzo della Banca d’Italia di stile neoclassico progettato da E. Piacentini e il palazzo Odifreddi progettato da A. Galliano con i padiglioni a cupola sul tetto che si affacciano sul tratto iniziale di Corso Nizza, furono costruiti nei primi decenni del secolo scorso. Questa parte del corso è il luogo preferito dai cuneesi, giovani e meno giovani, per il passeggio pomeridiano, le “vasche”. 

Corso Nizza divide in senso longitudinale la città moderna e percorrendolo si possono notare i diversi stili architettonici che hanno caratterizzato il Novecento: dallo stile neo-gotico della chiesa del Sacro Cuore alle palazzine in stile Liberty ai palazzi di Piazza Europa realizzata negli anni 1968/70 su progetto di F. Toselli. Con la sua area verde e la grande fontana centrale, è la seconda piazza della città per dimensioni.A destra di piazza Europa, corso Giolitti conduce al piazzale della Libertà dove troviamo la stazione ferroviaria  costruita in stile barocco piemontese su progetto di F. Fioretti e inaugurata il 7 novembre 1937. Al centro dell’area verde del piazzale, sorge il faro, progettato da C. Vinaj in conglomerato cementizio, alto 54 metri e con un potente centro illuminante alla sommità. Fu costruito in appena ottanta giorni e venne inaugurato insieme alla stazione. La vasca ottagonale della fontana alla base del faro fu invece ultimata nella primavere del 1938. Nell’area verde è stato anche collocato un busto in bronzo di Giovanni Giolitti dello scultore G. B. Alloati (1913). 

Al n. 21 di Corso Nizza, sorge il Palazzo della Provincia (costruito alla fine degli anni ’50 del secolo scorso). Negli ultimi anni del ‘900, l’Amministrazione Provinciale ha ampliato l’edificio realizzando, in Corso Dante, il moderno Centro Incontri.  Corso Dante congiunge viale Angeli (a est) con Corso IV Novembre (a ovest). Fu costruito a partire dal 1926 e all’incrocio di corso Dante con via Bassignano troviamo il monumento ai Caduti del 2° Reggimento Alpini (1923) opera dello scultore M. Monti su progetto di Celestino Michele Bes, colonnello degli alpini.
In fondo a corso Dante (lato est) vi è un grande parco con l’imponente monumento in bronzo dedicato alla Resistenza italiana, opera dello scultore Umberto Mastroianni, inaugurato il 7 settembre 1969.

A destra e a sinistra del parco, si snoda il viale degli Angeli: sulla prima parte del viale si affacciano alcuni edifici di notevole pregio architettonico con elementi decorativi legati all'Eclettismo e all’Art Nouveau. Il viale, voluto nel 1720 dal Consiglio Comunale  per collegare la città con la chiesa e il convento francescano della Madonna degli Angeli, è lungo tre chilometri e rappresenta  il luogo del relax cuneese, riservato ai pedoni per tutto il fine settimana. Il Santuario della Madonna degli Angeli custodisce la salma incorrotta del Beato Angelo Carletti (1411-1495) che è lo “speciale protettore e difensore della città e dei suoi abitanti” e le reliquie del venerabile padre Benigno da Cuneo (1673-1744). All’interno della chiesa troviamo anche la cappella funeraria della famiglia Galimberti con le tombe di Duccio e dei suoi genitori.