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Matera

Matera

Matera, una visita dei suoi Sassi e delle sue bellezze, non può che fornire un’esperienza irripetibile.

Per poter godere appieno dello splendido scenario dei Sassi di Matera e della Murgia circostante è consigliabile percorrere la zona a piedi. Dalla Villa Comunale si scende per via Pentasuglia. La strada in pendenza ci conduce a via D'Addozio, entriamo nel Sasso Barisano, davanti a noi il Monastero di S. Agostino oggi sede della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali. Fu edificato nel 1591 e restaurato e in parte riedificato nel 1747. La chiesa sorge sulle rovine, visitabili all'interno, dell'antico cenobio rupestre di S. Guglielmo. Dal sagrato della chiesa, la vista si apre a sinistra su Murgia Timone e il profondo canyon solcato dal torrente Gravina, a destra la Civita, cuore antico della città su cui troneggia la Cattedrale, e zona abitata sin dai tempi preistorici. 

Un tempo che si ferma, una storia che si può vedere ad occhio nudo, perché a Matera si vede e si respira l’antico che rivive nel presente senza alcuna deformazione ma con estremo ed invidiabile adattamento.

Un Patrimonio dell’Unesco, un’insigne titolo che dice già tutto e non solo se ci si trova dinanzi allo spettacolo dei Sassi, Caveoso e Barisano, alla Cattedrale, che si erge al centro della Civita, alle numerosi chiese rupestri, circa 150, traccia del monachesimo, alcune luogo di pellegrinaggio, a luoghi che hanno fatto da scenario a numerosi film.

L'espressione più alta dell'arte rupestre sviluppatasi nel territorio della città di Matera è nelle decine di chiese (155 oggi accertate) scavate nel tufo. Eremi, cenobi, cripte, laure e basiliche ipogee, molto spesso affrescate, disseminate sull'altopiano murgico e lungo i suoi precipizi o inglobate nel tessuto urbanistico dei Sassi di Matera. Un patrimonio di notevole importanza, tanto che si è soliti far iniziare la storia dell'arte della Basilicata dagli affreschi della cripta del Peccato Originale. Queste chiese risalgono per buona parte all'Alto Medioevo, al periodo in cui la Lucania era contesa tra i domini bizantini e longobardi e si andava affermando un importante fenomeno nella società cristiana dell'epoca: il monachesimo.