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Modena

Modena

Modena E' la città ideale: sa farsi ammirare per i tesori architettonici, patrimonio UNESCO, sa accogliere grazie alla cucina e alla vita culturale, sa affascinare per quel misto di innovazione e tradizione che la caratterizza. Il visitatore può farsi coccolare a tavola dal gusto dell'aceto balsamico tradizionale accompagnato dalle tipicità, può passeggiare per le raccolte vie del centro o in Piazza Grande; può restare assorto di fronte alla mistica bellezza del Duomo o affascinato dai prodotti moderni dell'ingegno modenese come le automobili Ferrari, Maserati, Pagani, Stanguellini.
Non si può dire di avere conosciuto Modena senza avere gustato il suo famoso prodotto tipico, l' aceto balsamico tradizionale di Modena, squisito condimento ottenuto dal mosto d’uva cotto, invecchiato a lungo in botti di legno. Un’occasione imperdibile per scoprire alcuni segreti della sua produzione è quella di visitare una delle tante aziende agricole che aprono le loro acetaie su appuntamento.
Ad una decina di km più a sud sorge Savignano sul Panaro che ci ha riservato una doppia sorpresa. La prima è il favoloso borgo medievale che si erge su una collina da cui si gode di un’ampia vista sulla valle del Panaro; un intreccio di edifici in pietra, ottimamente conservati, affacciati su ripidi e stretti vicoli. La seconda è il Museo dell’elefante e della Venere, ad ingresso gratuito, allestito nella parte bassa del paese. Questo piccolo museo conserva lo scheletro di un esemplare femminile di elephas meridionalis, una specie di mammut vissuta nel Pleistocene inferiore, i cui resti furono casualmente ritrovati nel 1980 nel fiume Panaro da un pescatore che vide spuntare dalle acque parte di una zanna. Temporaneamente prestata dal Museo Pigorini di Roma, fa bella mostra di sé nella parte iniziale del museo la cosiddetta Venere di Savignano, statuetta di figura femminile scolpita nel serpentino circa 30000 anni fa, considerata la più antica espressione dell’arte italiana. Benché rappresentazioni simili risalenti al Paleolitico non siano una rarità, la particolarità dell’oggetto risiede nell’assenza di una testa ben definita, presente invece in altre sculture affini coeve, e nelle sembianze che la avvicinano ad una figura incappucciata.