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Taggia

Taggia

Taggia, intorno al 1000, era un libero comune con propri consoli e proprie leggi, ma i genovesi la acquistarono nel 1288. In seguito è stata annessa al Regno Sabaudo. Taggia è situata tra Arma e la valle Argentina, ottima base per fare un’escursione a Triora o a Montalto, tra i borghi medievali più belli del ponente ligure.
Il centro storico di Taggia è uno dei più grandi e ricchi di storia della Liguria, peccato che nel Novecento sia stato contornato da molti condomini. Per rendersi conto della sua antica storia basta dare un'occhiata a via Soleri, con i palazzi patrizi che si affacciano sulla strada. Di notevole interesse anche i portici, che spesso ospitano mercatini dell'antiquariato e dell'artigianato. Non è da meno via San Dalmazzo, di origine medievale, con i portali in ardesia, dove sono scolpiti gli stemmi delle famiglie nobili. Purtroppo il Palazzo Spinola in via Curlo, che ospitò l'infante di Spagna Don Filippo, e Napoleone, è ancora fatiscente, mentre parte del bel Palazzo Lercari in Piazza Farini, sede di mostre, è stato ristrutturato.
Parte delle mura di Taggia si sono conservate, con i bastioni dai quali i taggiaschi spiavano l'orizzonte e le navi corsare. A guardia delle anime i Domenicani hanno costruito, verso il mare, uno dei conventi più belli della regione (1460-1490), sicuramente il complesso monumentale più imponente di tutta la Liguria occidentale. All'interno della chiesa, il "Polittico della Madonna della Misericordia e i Santi" (1488), "La Madonna del Rosario" (1512-1513) di Ludovico Brea e il dipinto "Crocifissione e santi" (1492) di Giovanni Canavesio. Al centro del chiostro svetta una palma altissima, e un olivo avverte che la valle Argentina è la valle della cultivar taggiasca, l'oliva ormai celebre nel mondo. Fu importata dai monaci Benedettini che costruirono la bellissima chiesa romanica di Santa Maria del Canneto, a monte del paese. Salendo una scalinata si raggiunge anche il convento dei Cappuccini (1610): al suo interno è conservato un grazioso chiostro con una meridiana risalente al XVIII secolo.
Uno stupendo ponte medievale romanico a sedici archi attraversa il fiume Argentina e conduce alla mulattiera per Castellaro e al Santuario della Madonna di Lampedusa. I taggiaschi per secoli hanno

 festeggiato il patrono a modo loro: il sabato sera prima del 12 febbraio (il giorno di San Benedetto) preparavano dei falò lungo un percorso suggestivo. Di fronte ai palazzi e nelle piazzette storiche accendevano i furgari, canne piene di polvere da sparo, dalle quali sgorgava un fiotto di fuoco e tante scintille. La festa sembra aver avuto origine da una "trovata" degli abitanti che, dopo aver visto isaraceni all'orizzonte, accesero alcuni falò per le strade. Uno stratagemma che evitò il saccheggio del paese. I corsari, infatti, decisero di non sbarcare, credendo che Taggia in fiamme fosse stata appena saccheggiata da altri pirati. Nel 2010, i furgari sono stati vietati, però continua la tradizione dei falò notturni.
Tra i prodotti tipici di Taggia, i tradizionali canestrelli e i biscotti al finocchio.