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Varenna

Varenna

Sulla metà esatta della sponda orientale del lago, proprio di fronte all'imboccatura del ramo di Lecco, trovate Varenna.
Sorge su un promontorio roccioso ed è sovrastata da un monte a picco, sulla cui vetta s'innalza un antico castello diroccato.
Il primo vero insedimento si ebbe con i Romani, ma fu nel medioevo che raggiunse una certa importanza, più volte contesa e più volte schierata con Milano per il controllo sulle terre del lago. Con la distruzione dell'Isola Comacina molti abitanti si rifugiarono a Varenna incrementando la popolazione. Fu dominio arcivescovile, poi passò agli Sforza e nonostante la crescita militare fu più volte vinta e rasa al suolo durante i conflitti con Como. L'indebolimento militare ed economico costrinse la città a sottomettersi a varie signorie che la guidarono nei secoli.
Varenna, da una parte si propone come un vivace e moderno centro turistico, nodo della navigazione lacustre, dall'altra custodisce le vestigia di un passato medievale che si offre oggi come uno dei meglio conservati della zona dei laghi.
A Varenna troverete anche una simpatica curiosità: il fiume più corto d'Italia, il Fiumelatte lungo solo 250 metri e scorre solo per sei mesi l'anno.

assolutamente da visitare è il Castello di Vezio, frazione di Vezio.
L'abitato di Vezio, all'inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall'altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo A.C. Sono molte le ipotesi e le testimonianze storiche e archeologiche che dimostrano una presenza umana costante fina dal periodo del ferro. Fu con i Romani che Vezio divenne luogo strategico per il controllo a vista del territorio, a difesa delle incursioni dei popoli nordici, e per l'importante via del ferro su cui circolavano i minerali per la siderurgia delle famose miniere e fucine. Fu probabilmente l'inizio di una prima fortificazione della zona che nei secoli successivi vide la costruzione di un castello e di una cinta muraria che scendeva ai suoi piedi fino alle rive delle lago abbracciando Varenna che nel frattempo era diventata un importante attracco e scalo merci. Nell'alto medioevo il castello doveva apparire con la stessa attuale fisionomia, nonostante le ricostruzioni ed ampliamenti succedutesi nei secoli. Della sua lungissima e travagliata storia, se ne ha testimonianza dai reperti archeologici: punte di frecce in ferro con cuspide triangolare, spade ed elmi.
La leggenda narra che Teodolinda, Regina dei Longobardi, per lasciare ai posteri il ricordo della sua Cristianità, fece costruire la Chiesa di San Martino ed il Castello di Vezze. La torre presenta una merlatura quadrata uguale a quella del castello di Cly in Valle d'Aosta. A detta del Prof. Bodo Abcard, esperto in materia, essa è uno degli esemplari più tipici nel suo genere.